Analisi di mercato - 17. agosto 2026

Il Mercato del Fine Wine: Dal Fondo Alla Ripresa

Un aggiornamento alla nostra analisi di mercato di aprile 2026

Il Trend Continua

Ad aprile ci siamo chiesti se il mercato del fine wine stesse toccando il fondo (qui l’articolo originale). A tre mesi di distanza, i dati continuano a indicare la stessa direzione – con cautela, ma in modo costante.

La traiettoria di ripresa che avevamo identificato nel primo trimestre del 2026 non si è invertita. I dati Liv-ex per il secondo trimestre confermano che la stabilizzazione segnalata a inizio anno ha basi solide – e si sta gradualmente estendendo a regioni, aree geografiche e categorie di vino diverse.

Cosa ci dicono i numeri

Quando abbiamo scritto la nostra analisi di aprile, le transazioni avviate dagli acquirenti su Liv-ex erano al 62% – il livello più alto dal primo trimestre del 2024. A luglio, sono arrivate al 64%, ben al di sopra della media 2025 del 58% – e i dati settimanali più recenti suggeriscono che sia salita ulteriormente al 67%. In termini pratici, significa che gli acquirenti cercano attivamente i vini invece di aspettare che siano i venditori ad avvicinarsi.

Il dato principale di luglio è difficile da ignorare: gli scambi su Liv-ex hanno raggiunto il livello più alto da oltre un anno, con valore e volume in forte crescita rispetto allo stesso mese del 2025 – rispettivamente +38% e +36%. Anche il divario tra i prezzi di scambio e i prezzi di mercato quotati ha continuato a restringersi, un ulteriore segnale che acquirenti e venditori trovano più facilmente un terreno comune.

Altrettanto importante: nel secondo trimestre gli acquisti sono aumentati in tutte le principali aree geografiche – incluso durante il picco delle vacanze estive europee, quando i mercati rallentano tradizionalmente a causa di caldo e ferie.

Un mercato che accelera nel pieno dell’estate, quando molti operatori sono in vacanza, non è il segnale di una ripresa fragile…

Una ripresa che si allarga a tutte le regioni

Ad aprile avevamo evidenziato i segnali di miglioramento negli indici Liv-ex più rappresentativi dei nostri consigli d’investimento (Burgundy 150, Champagne 50 e Italy 100). I dati del secondo trimestre rafforzano questo quadro.

Negli ultimi 12 mesi, Italy 100 è alla guida con +2,9%, seguito da Champagne 50 a +2,6% e Burgundy 150 con circa +1,9%. Anche il Fine Wine 1000 – l’indice più ampio di Liv-Ex e la misura più rappresentativa del mercato – è positivo nello stesso periodo.

La Borgogna, fulcro delle nostre raccomandazioni di investimento, ha ulteriori buone notizie: il rapporto bid:offer (domanda:offerta) del Burgundy 150 si sta avvicinando a 1, spinto dal ritorno degli acquirenti sul mercato piuttosto che da venditori che abbassano i prezzi. Raggiungere 1 significherebbe che l’interesse all’acquisto e quello alla vendita sono perfettamente bilanciati – un livello visto l’ultima volta nel 2022 e un forte indicatore che il mercato ha trovato equilibrio ai prezzi attuali.

Bordeaux, al contrario – una regione su cui consigliamo cautela da tempo – rimane l’unica grande area che non ha ancora dato segnali convincenti. Bordeaux rappresenta ora appena il 31,4% del valore degli scambi da inizio anno, il livello più basso mai registrato. Ci sono tuttavia punti di luce – i 2019 e i 2016 rivalutati di recente hanno visto prezzi in rialzo, mentre Petrus e altri grandi nomi sono stati scambiati attivamente – ma il quadro generale rimane quello di un eccesso di offerta e di una domanda ancora contenuta.

Lo sviluppo regionale forse più significativo lo abbiamo visto a luglio: la Borgogna ha conquistato il primo posto per valore degli scambi, superando Bordeaux – qualcosa che non accadeva dal 2022, quando i prezzi borgognoni erano considerevolmente più alti di oggi. Anche l’Italia ha scritto la storia a luglio, guidando l’intero mercato per volume – solo la seconda volta nella storia. Un segnale chiaro di dove gli investitori seri stiano mettendo i propri capitali.

All’interno del Fine Wine 1000, il quadro del secondo trimestre è stato misto: più annate sono scese che salite. Ma i vini che si sono apprezzati lo hanno fatto in misura maggiore rispetto a quanto perso da quelli in calo – i rialzi hanno mediato circa +5%, i ribassi circa -4%. Vale la pena notare che Bordeaux è il principale freno, rappresentando una quota sproporzionata dei ribassi – il che è coerente con la nostra posizione di lunga data secondo cui la regione richiede un approccio più selettivo rispetto alle altre.

Performance degli indici Liv-ex, ago. 2025 – ago. 2026 (liv-ex.com) Performance degli indici Liv-ex, ago. 2025 – ago. 2026 (liv-ex.com)

Il ritorno degli acquirenti americani (e asiatici?)

Uno degli sviluppi più significativi del 2026 è stato il ritorno continuo degli acquirenti americani sul mercato del fine wine. Dopo essersi ritirati durante l’incertezza tariffaria del 2025, gli acquirenti statunitensi rappresentano ora una quota crescente del valore degli acquisti (gli acquisti americani a luglio sono aumentati del 163% rispetto a luglio 2025) – e, cosa fondamentale, stanno acquistando a prezzo di mercato o al di sopra. È un segnale importante. Quando gli acquirenti sono disposti a pagare il prezzo di mercato invece di negoziare aggressivamente al ribasso, significa che hanno vera fiducia nelle valutazioni attuali.

Anche gli acquisti asiatici hanno mostrato segnali incoraggianti, con il valore degli acquisti raddoppiato nei dati settimanali più recenti – un segnale positivo dopo che i costi di spedizione sono aumentati bruscamente in seguito all’inizio della guerra in Iran.

Annate storiche vs annate recenti

Una tendenza che osserviamo da tempo – e di cui i nostri investitori hanno potuto approfittare – è la divergenza tra le grandi annate storiche e le uscite più recenti, e ci aspettiamo che persista. Su Liv-ex, trasversalmente alle regioni, i vini precedenti al 2017 sono stati generalmente più resilienti, hanno trovato il loro minimo prima e hanno mostrato stabilità di prezzo più rapidamente. I vini che combinano stabilità di prezzo, liquidità reale e un sano equilibrio domanda-offerta rimangono le opportunità più interessanti.

È un mercato che premia la conoscenza, la selettività e la pazienza – esattamente l’ambiente per cui siamo stati costruiti.

L’Opinione di RareWine Invest

Quando ad aprile abbiamo scritto che "il tempismo rimane fondamentale: i periodi di stabilità cauta offrono spesso le migliori opportunità", lo pensavamo davvero. I dati da allora non hanno cambiato questa visione – l’hanno rafforzata.

Il mercato del fine wine non è ancora in piena modalità di ripresa. La cautela rimane l’umore dominante tra gli operatori professionali. Ma la direzione è chiara, e le basi che si stanno costruendo oggi sono quelle che tendono a sostenere un apprezzamento significativo dei prezzi nel lungo periodo.

Per gli investitori che stavano aspettando il momento giusto per creare o incrementare il loro portafoglio, la finestra di valutazioni interessanti rispetto al potenziale a lungo termine è ancora aperta – ma i dati suggeriscono che l’opportunità di acquisire vini eccellenti a prezzi inferiori al loro valore potrebbe stare per chiudersi.

Se vuoi approfondire le opportunità attuali, il nostro team è a disposizione. Contattaci a invest@rarewine.dk.

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